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P. Togni, Conoscenza e virtù nella dialettica stoica, pp. 312, 2010
Elenchos 55
ISBN 978-88-7088-599-6 € 30,00


La conoscenza corrisponde, per gli Stoici antichi, all’abito mentale proprio di chi stabilisce un rapporto adeguato con il mondo esterno. L’abito «atto a ricevere rappresentazioni», con cui essa coincide secondo la principale delle quattro definizioni stoiche che ci sono state tramandate, s’identifica infatti con la capacità del sapiente, suo unico detentore, di accogliere nel proprio sistema di credenze le sole rappresentazioni catalettiche, che portano ben distinguibile il segno della loro verità. Ciò è reso possibile dall’esercizio delle virtù dialettiche, che permettono al sapiente di concedere l’assenso sempre e soltanto al momento opportuno. In quanto scienza del vero, la dialettica è essa stessa una forma di conoscenza, nel senso più specifico di corpo di comprensioni tecniche. Così, chi intenda conseguire la conoscenza deve preparare la propria mente all’esercizio della dialettica. Questo lavoro si propone di mostrare come, per gli Stoici antichi, la propedeutica alla dialettica costituisca, al contempo, una preparazione al conseguimento della virtù, che gli Stoici intendono come uno stato di complessiva salute mentale, di cui la conoscenza rappresenta il risvolto gnoseologico. Si tratta, in fondo, di una riproposizione del cosiddetto intellettualismo etico di stampo socratico, funzionale al sistema dottrinario stoico e costruita attraverso un costante confronto con la filosofia platonica ed aristotelica.

     


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