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A.Montano, Solitudine e solidarietà. Saggi su Sartre, Merlau-Ponty e Camus, pp.190, 2006
SAGGI BIBLIOPOLIS 92
ISBN 9788870885316   € 15

 

L’esistenzialismo francese, con il suo radicamento profondo all’ i nterno della fenomenologia, si afferma a partire dagli anni Trenta del Novecento. Le analisi sull’esistenza condotte da Kierkegaard avevano già scosso e messo in crisi il paradigma teleologico che aveva connotato l’antropologia filosofica da Aristotele a Kant e oltre. Solitudine e responsabilità dell’uomo, del singolo uomo, diventano perciò le categorie prodotte dalla considerazione dell’esistenza come possibilità. Categorie che, elaborate da Kierkegaard, riemergono e s’impongono nella “crisi” degli anni correnti tra le due guerre mondiali, quando si avvertono con maggiore acutezza e drammaticità i limiti e l’insufficienza della ragione metafisicamente fondata. Se Kant aveva mostrato il lato positivo e garantista dell’esistenza umana e Kierkegaard quello negativo e disperante, gli esistenzialisti e i fenomenologi “atei” francesi - per intenderci Sartre Merleau-Ponty e Camus -. pur consapevoli della drammaticità dell’esistenza tentano, per quanto possibile, di sottrarre l’uomo al cerchio magico della sua individualità e della sua solitudine. Puntano - ciascuno secondo la propria sensibilità - a battere tutte le piste pur di coniugare solitudine e solidarietà e individuare qualche utile orientamento nella condotta da tenere nelle diverse situazioni. Perfettamente consapevoli dell’ inesistenza di ogni garanzia circa la fondatezza metafisica delle norme di comportamento, analizzano l ’esistenza umana alla ricerca di un varco che consenta ai singoli di fuoruscire dalla loro solitudine, per stabilire rapporti collaborativi e costruttivi con gli altri e superare la condizione disperante in cui la libertà coincide con la equivalenza delle scelte.


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