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S.Soleri, Note al Tractatus logico-philosophicus di Wittgenstein, pp. 422, 2003 |
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| Serie Studi 24 | |
| ISBN 88-7088-435-X |
€ 40,00
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“
Il Tractatus logico-philosophicus di Wittgenstein è uno dei grandi
libri di filosofia del Novecento. Eppure fu scritto da un uomo giovanissimo
(Wittgenstein aveva 24 anni quando compose il nucleo dell'opera, e 29
quando la completò), inesperto di filosofia e ignorantissimo di
storia della filosofia; fu ultimato immediatamente dopo l'esperienza
sconvolgente della partecipazione alla prima guerra mondiale, e nel mezzo
di una profonda crisi morale e religiosa; e fu in seguito ripudiato dal
suo stesso autore, che scrisse che esso conteneva “gravi
errori” e per il resto della sua vita continuò a polemizzare, oltre
che con singole tesi del libro, con lo spirito da cui esso era animato, con l'atteggiamento
di fondo che vi si esprimeva. Peraltro, negli stessi anni Wittgenstein continuava
a leggere e discutere il Tractatus con i suoi allievi; e una volta disse che
il libro conteneva l'esposizione compiuta di una filosofia che era l'unica alternativa
a quella che egli stava cercando di praticare. […].
Soleri ha potuto sfruttare decenni di lavoro interpretativo [mettendoci] però anche
molto di suo: non solo la lettura attentissima e pluriennale del testo del Tractatus
e una grande passione interpretativa, ma anche due qualità non diffusissime:
una forte sensibilità per l'atteggiamento di Wittgenstein nei confronti
della filosofia (per quello che il giovane Wittgenstein cercava, per il suo modo
di vedere le cose, per i suoi problemi non solo “tecnici” ma di fondo),
e un’estrema semplicità di scrittura, un tono piano che può avere
soltanto chi ha imparato con fatica a spiegare cose molto difficili a persone
molto giovani, e crede che valga la pena di provare a farlo. Per tutte queste
ragioni, sono convinto che questo commentario si affiancherà ai testi
oggi più usati per capire il Tractatus, e probabilmente diventerà,
almeno in Italia, il primo posto dove cercare lumi quando siamo in difficoltà con
le formulazioni contratte e criptiche del giovane allievo di Bertrand Russell ”.(Dalla
Prefazione di Diego Marconi)