BIBLIOPOLIS, EDIZIONI DI FILOSOFIA E SCIENZE
Via Arangio Ruiz 83-80122 Napoli-Italy
Telephone +39-081-664606
Fax +39-081-7616273


A.Montano, Opsis idea. Figure e temi della filosofia europea da Hobbes a Croce, pp. 224, 2005
Saggi Bibliopolis 85
ISBN 88-7088-497-X € 15

I saggi raccolti in questo volume rispondono tutti ad una stessa vocazione storiografica. Tale unitarieta è evocata, anche se implicitamente, nel titolo stesso del libro. Opsis Idea vuole essere, infatti, la sintesi lapidaria ed espressiva del legame che unisce il vedere e il pensare: la vista, opsis, e la formulazione concettuale, idea. II vedere, in questo contesto, rimanda a un realismo, che non implica affatto adesione all'empirismo o al positivismo ma indica semplicemente la presa di distanza da ogni dualismo che stacchi in maniera netta corpo e mente e che intenda la filosofia come la derivazione o la "deduzione trascendentale" da una presunta spiritualità o egoità disincarnata di una catena di pensieri, riproducentisi secondo una rigorosa necessità logica, in una sorta di astorico, impersonale e asettico mondo dello spirito. La filosofia si caratterizza, perciò, come un sapere plurale e illimitato nei suoi modi d'essere. Un sapere impegnato nel tentativo continuo di organizzare dati differenti e mutevoli, difficili da unificare. Un sapere attraversato da costellazioni di tensioni patiche e di intuizioni intellettuali, individuali e collettive, caratterizzanti un'epoca.

I saggi raccolti in questo libro rispondono tutti a questa concezione della filosofia. Ognuno di essi rappresenta un aspetto particolare, e talvolta la ripresa, di una problematica già trattata (“Il fare” nel pensiero di Hobbes e di Vico; Dal conflitto all’ordine); o un'applicazione ad autori e momenti diversi della storia della filosofia di questo modello interpretativo (Religione e morale in P.H. Thiry d’Holbach; Liberismo Liberalismo Socialismo: Croce: “...io lettore amorevole di De Sanctis”); o una puntualizzazione sullo statuto epistemico della storia della filosofia (Aspetti di una storia della filosofia non dialettica e non continuista); oppure una ricognizione su autori interpretati troppo soggettivamente da altri (è questo il caso del saggio Il realismo scientifico del marxismo, che serviva a bilanciare l’interpretazione offerta da J.-P. Sartre alle filosofie di Marx e di Engels nel saggio Matérialisme et Révolution, stampato a Parigi da Gallimard nel 1947).


 


[Homepage]