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Il libro B della Metafisica di Aristotele. Atti del Colloquio Roma 30 novembre - 1 dicembre 2000, a cura di V.Celluprica, pp.250 2003          
Elenchos XXXVIIIII
ISBN 88-7088-445-7 € 28,00

Questo volume raccoglie le relazioni presentate al Colloquio sul libro B della Metafisica di Aristotele, organizzato dal Centro di studio del pensiero antico del Consiglio Nazionale delle Ricerche e svoltosi a Roma presso il Consiglio stesso nei giorni 30 novembre-1 dicembre 2000. Nel libro B Aristotele presenta le “aporie”, che debbono essere preliminarmente affrontate da chi ricerca che cosa sia la sapienza. Le prime quattro riguardano l’unità e molteplicità del sapere e scaturiscono dalla necessità di definire lo statuto della sapienza, intesa come scienza specifica ma anche suprema e generale (C.A. Viano, Una intempestiva nostalgia di dialettica). Uno dei problemi è se lo studio di tutti i generi di cause sia compito di una sola scienza o di più scienze (C. Natali, La scienza delle cause in metaph. B 2. 996 a 18-b 26). La stessa alternativa viene posta per i principi, dai quali tutti traggono le loro dimostrazioni (M. Mignucci, I principi delle dimostrazioni: un’analisi della seconda aporia di Metafisica B). Le altre aporie derivano dalla considerazione delle soluzioni contrastanti proposte da alcuni filosofi. La difficoltà più ardua di tutte, la più impegnativa, secondo Aristotele, consiste nel chiedersi se l’Uno e l’Ente sono la sostanza degli enti, come sostenevano i Pitagorici e Platone, o se il sostrato è qualcosa di diverso (E. Berti, L’Essere e l’Uno in metaph. B). Ma c’è anche un’altra importante difficoltà, quella riguardante l’esistenza, oltre alle sostanze sensibili, di sostanze non-sensibili, quali le Forme e gli enti matematici, intermedi tra le Forme e le sostanze sensibili (K.L. Flannery S.J., Mathematical Entities in Alexander and Pseudo-Alexander of Aphrodisias). Il neoplatonico Siriano, a differenza di Alessandro, considera vane le argomentazioni antiplatoniche di Aristotele sulle sostanze non sensibili (R.L. Cardullo, «Come le frecce dei Traci…». Siriano contro Aristotele a proposito di due aporie di Metafisica B sul soprasensibile).
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