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M.Vegetti, Hegel e i confini dell’Occidente. La Fenomenologia nelle interpretazioni di Heidegger, Marcuse, Löwith, Kojeve, Schmitt, pp.352, 2005 |
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| Serie Studi 29 | |
| ISBN 88-7088-464-3 |
€ 30,00
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Questo libro ricostruisce un momento cruciale della filosofia europea:
il ritorno a Hegel, negli anni '30, come paradigma per pensare la svolta
che inaugura il mondo contemporaneo.
In questa prospettiva La Fenomenologia dello spirito rivela un'inquietante
ambiguità: da un lato sembra compiere la storia della metafisica
avviata da Aristotele; dall'altro preannuncia i segni della sua dissoluzione,
l’emergenza di un’istanza teorica che eccede la sfera riflessiva
del sapere, rinviando agli scenari “anti-idealistici” aperti
da Nietzsche, Marx, Heidegger.
Le categorie di "movimento", "forza", "vita" si
configurano allora come i vettori della crisi che investe i fondamenti
ontologici della realtà, ponendo Hegel in dissidio con se stesso
e con l'intera tradizione che nella mediazione del sapere assoluto
avrebbe dovuto trovare conclusione autocosciente.
Rintracciare questa soglia significa rimettere in questione il pensiero
della fine della storia nei suoi stessi effetti, ovvero nelle forme
dell'ontologia, dell'antropologia e della politica.
L'elaborazione di questi temi viene qui condotta in discussione critica
con quattro figure ermeneutiche strettamente intrecciate tra loro:
Heidegger, Löwith, Kojève e Schmitt. Ne deriva un'apertura
genealogica sui confini storici e concettuali dell'occidente.