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S. Maso, Capire e dissentire. Cicerone e la filosofia di Epicuro, pp. 368, 2008
Elenchos 48
ISBN 978-88-7088-549-1 € 40

Il presente studio si propone in prima battuta di mettere a fuoco i tratti e le peculiarità della formazione filosofica di Cicerone, ma si sviluppa poi più determinatamente con lo scopo di inquadrare il rapporto di Cicerone con la filosofia epicurea. L’Arpinate non solo appare in possesso di una solida cultura filosofica di base ancorata alle tematiche e ai problemi della scuola academica: si svela anche un ottimo conoscitore della proposta filosofica di Epicuro. Certo alla conclusione della ricerca Cicerone si confermerà quale fiero avversario dell’Epicureismo, eppure risulterà un avversario intelligente, in grado di capire e di riportare con grande acume il pensiero della controparte, a volte con qualche intenzionale forzatura nell’interpretazione, sempre però con l’obiettivo di potervi opporre un punto di vista e un percorso d’azione alternativo.
L’Epicureismo ha dunque giocato un ruolo importante nella formazione filosofica di Cicerone: dottrina solida e dogmaticamente impegnativa, paradossalmente si è dimostrato utile in vista dell’elaborazione di un pensiero più scettico e probabilista, aperto alla ισοσθένεια των λòγων ma anche più stoicamente impegnato nei confronti della realtà concreta di tutti i giorni e di quel preciso momento storico costituito dalla fine della Repubblica romana.

 


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