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B.Croce, Logica come scienza del concetto puro, a cura di G. Sasso, due volumi, pp.760, rilegati, 1996
ISBN 88-7088-345-0 € 65,00
«Il carattere di questa Logica si potrebbe descrivere del pari come affermazione
dell'universale concreto, e come affermazione del concreto individuale, come
inveramento dell'aristotelico Scientia est de universalibus, e come inveramento
del campanelliano Scientia est de singularibus»: così, nell'Avvertenza
all'edizione del 1917, il Croce fissava lucidamente il nucleo dell'opera
che costituiva la seconda parte della Filosofia dello spirito. Il libro, precisava
inoltre, apparve una requisitoria contro la Scienza, per il distacco che vi
si compiva della filosofia dalla scienza, ma esso non era «distacco da
ciò che nella scienza è verace conoscere, ossia dagli elementi
storici reali della scienza, ma solo dalla forma schematica, nella quale questi
elementi vengono compressi, mutilati e alterati». Sottoposta a critica
era la distinzione tra filosofia generale e filosofie particolari, annullato
il concetto statico del sistema filosofico, identificati il giudizio definitorio
e individuale. Questi e altri punti della speculazione crociana quale si articola
nella Logica hanno sì la loro specifica valenza ma non possono
circoscriversi a sé, non solo per il loro intreccio con altri settori
della sua rillessione teoretica, ma anche perché sottesi alla sua varia
attività di critico, storico, saggista, d'altro canto non senza riflesso
sulla sua teoresi.
In una nota al testo, ricca di dati e di osservazioni, Gennaro Sasso delinea
la genesi di quest'opera, che giustamente ritiene del pari alla Filosofia della
pratica di una complessità maggiore rispetto all'Estetica e alla
Teoria e storia della storiografia. Ne esce non solo illustrata la scansione
esterna ma illuminata la vicenda interiore della sua composizione: quel dramma
del pensiero, che si avvolge tormentosamente su se stesso e approda alla chiarificazione,
onde poi la stesura si snoda rapida e sicura. Un ampio e puntuale corredo filologico,
dovuto a Cristina Farnetti, illustra il testo nel suo processo elaborativo e
nelle sue implicazioni.