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F.Galiani - L.Mehus Carteggio (1753-1786), a cura di G. Nicoletti
pp.234, 2002
Serie Testi XVI
ISBN 88-7088-411-2  € 35,00


Il Carteggio intrattenuto da Ferdinando Galiani con l'abate fiorentino Lorenzo Mehus copre un arco temporale più che trentennale (1753-1786): esso risulta perciò uno dei piú cospicui - se non proprio il piú cospicuo - fra i numerosi carteggi che l' economista napoletano (celebrato nelle storie letterarie fra l'altro, proprio per le sue qualità di epistolografo) ebbe a intessere con gli amici di Toscana, da lui avvicinati nella maggior parte dei casi, durante il suo viaggio per l'Italia compiuto all'indomani della pubblicazione del giovanile capolavoro del Della moneta.
L'interesse di questo scambio epistolare risiede prima di tutto nell'ampiezza dei motivi culturali e delle materie trattate, nonchè nella qualità dei giudizi disseminati in molte delle lettere qui riprodotte. Occorre tener conto infatti che il Mehus fu personaggio ai suoi tempi di un certo rilievo anche politico-istituzionale, ad onta dell'ufficio da lui occupato in vita, piuttosto modesto, di bibliotecario della Laurenziana. Egli fu uno studioso di grande prestigio e rinomanza soprattutto nel settore della storia letteraria e della filologia umanistica: fu editore di importanti testi specie di autori quattrocenteschi, occupandosi più in particolare di raccolte epistolografiche. Va detto altresì che nell'ultima fase della sua attività il Mehus prese a interessarsi anche di problematiche più strettamente inerenti l'orientamento riformista del Granducato toscano, e per questo ebbe dalla persona stessa del Granduca Pietro Leopoldo l'incarico di redigere un paio di opere di carattere storico che sarebbero servite da supporto e da giustificazione storica all'intrapresa di riforme ritenute improcrastinabili.
Il Galiani da parte sua, noto per la poliedricità dei suoi interessi, si sentì sempre legato alla cultura letteraria della nostra tradizione alta e si occupò, non sempre a livello di mero dilettantismo, di questioni e ricerche afferenti alla numismatica, alle antichità greche e romane (ed etrusche) alla epigrafia e in genere a quelle discipline che nel Settecento passavano sotto il nome di antiquaria.
Il carteggio Galiani - Mehus permette quindi di seguire le dialoganti argomentazioni di due personaggi al centro della discussione e della cultura migliore del XVIII secolo. D'altro canto, la figura dell'abate napoletano, indubbiamente più rilevante e collocata storicamente in un crocevia di esperienze cosmopolite assai più interessanti (rispetto a quelle che sono proprie dello studioso fiorentino), attende ancora di essere lumeggiata convenientemente e lo studio dei carteggi inediti come questo può risultare all'uopo strumento indispensabile.

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