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Spirale di dolcezza + Serpe di fascino. Scrittrici Futuriste Antologia a cura di C. Bello Minciacchi, p.488, 2007
Poesia 5
ISBN 978-88-7088-548-4 € 40,00
Al futurismo parteciparono, con entusiasmo e originalità, donne di cui negli anni si è in larga parte persa memoria. Furono artiste poliedriche, danzatrici, scultrici, pittrici, ricamatrici, arredatrici, fotografe, trasvolatrici, ma in grandissimo numero furono scrittrici di poesie, prose, sintesi teatrali e tavole parolibere. Sperimentarono forme nuove con passione, spesso sostenute da Marinetti che, al di là della prima retorica antifemminile, spesso ne apprezzava e promuoveva le opere. Le scrittrici futuriste non formarono un gruppo omogeneo, né una nicchia autonoma e coesa all’interno del movimento: parteciparono all’avanguardia in forme molto libere e in tempi e modi singolari attraversando l’intero arco di vita del futurismo. Per recuperare queste autrici da una più che ventennale assenza editoriale, quando non da un oblio immeritato, occorreva presentare una scelta ampia degli scritti – manifesti, versi, prose liriche e narrative, parole in libertà – con cui a pieno titolo contribuirono al futurismo. È infatti la produzione artistica, segnatamente letteraria, quella che meglio sa incarnare e rappresentare la concezione della donna nel futurismo. Più degli assunti dichiaratori, sono i temi e gli espedienti stilistici, le predilezioni nei generi letterari, la vivacità delle sperimentazioni parolibere a rivelare la coscienza che ciascuna ha avuto di sé e del proprio ruolo di donna e artista futurista. Per questo è utile tornare in primo luogo al documento letterario, perché parlanti si rivelano i testi e gli azzardi avanguardisti. Che assumessero toni virulenti e programmatici come Valentine de Saint-Point, o che si ponessero in sensibile auscultazione di sé e delle potenziali rispondenze con il cosmo come Maria Ginanni e Irma Valeria, che reagissero a una malattia con piglio energico e cure “letterarie” come Enif Robert, che tentassero l’ebbrezza dell’aeropoesia come Maria Goretti e Dina Cucini, le futuriste sempre costituirono un potente, esemplare nucleo di forze femminili. Quelle Forze femminili che Benedetta in una sintesi grafica di seguito mostrata rappresentò, mirabilmente, come Spirale di dolcezza + serpe di fascino.
