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G. Piegari, Speranze di civiltà. Una riflessione filosofica degli anni cinquanta, a cura di U. Feliziani, pp. 208, 2010
ISBN 978-88-7088-587-3 -€ 25
Il libro raccoglie testi di Guido Piegari, in gran parte registrazioni di
interventi pronunciati oralmente, sulla cui base è possibile ricostruire
le linee di fondo della riflessione filosofica che il giovane intellettuale
andava allora svolgendo. È una ricerca attenta e a tratti appassionata
in cui l’autore affronta criticamente i fili dominanti nella cultura
italiana della metà del secolo scorso, l’hegelismo - antico e
nuovo - e il marxismo; e di entrambi evidenzia le difficoltà e le contraddizioni
in cui si imbattono in quanto, pur sostenendo l’uno e l’altro
una concezione dialettica della realtà, si rivelano incapaci di svolgerla
compiutamente e di superare gli importanti residui metafisici di cui sono
portatori. È la ricerca di una via di superamento delle frontiere poste
dalla cultura di quegli anni condotta senza fare appello al dibattito del
novecento europeo, ma piuttosto ritrovando, all’interno della tradizione
culturale in cui l’autore si è formato, le contraddizioni irrisolte
da cui quelle frontiere nascevano.
La riflessione critica si traduce nell’elaborazione di un’ontologia,
di un’immagine appena abbozzata, ma nitida, della realtà naturale
ed umana, articolata in livelli interagenti di sviluppo, caratterizzati ciascuno
da leggi specifiche che danno ad essi consistenza e autonomia. Accompagna
la visione generale un acuto ripensamento dei temi della conoscenza, della
scienza, della storia e del loro rapporto, nonché una visione dell’uomo
che coglie nel “mondo ideale”, nel suo arricchimento e nell’accrescimento
della sua importanza tra le motivazioni del vivere e dell’agire, una
possibilità di sviluppo umano diversamente orientata rispetto a quella
economicista e tecnologica espressa dalla modernità. Visione cui si
collega il tema della civiltà, che anche se non esplicitamente tematizzato,
è ben presente in questa ricerca, come ricordo della Grecia antica,
come riferimento ai grandi momenti di costruzione della cultura moderna e
come impegno personale e fiducia nelle possibili direzioni di sviluppo della
vita sociale.
Guido Piegari nasce a Napoli nel 1927. Studente di medicina frequenta nel
1947 e nel 1948 l’Istituto Italiano per gli Studi Storici fondato da
Benedetto Croce, dove segue le lezioni di Federico Chabod. Fonda nel 1948
il gruppo di studio “Antonio Gramsci”, che svolge fino al 1954
un’intensa attività pubblica di riflessione sui temi della formazione
della società italiana moderna e dell’unificazione nazionale.
Laureatosi nel 1950, conduce ricerche di oncologia nell’Istituto di
Fisiologia dell’Università di Napoli, ricerche che prosegue nel
’56 al Chester Beatty Resarch Institute di Londra. Da allora la sua
vita di studio e di lavoro si svolge quasi sempre all’estero, in diversi
paesi d’Europa (in particolare Svizzera, Francia, Danimarca). Muore
a Napoli nel 2007.