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A.M. Pires Cabral, Le illeggibili pagine dell’acqua, a cura di G. de Marchis, pp. 112, 2011
Poesie 6
ISBN 978-88-7088-612-2 € 15

 

Poeta, drammaturgo, romanziere e traduttore, A. M. Pires Cabral è uno degli autori più sobri e interessanti del panorama letterario portoghese. La sua poesia – profondamente legata alla regione di Trás-os-Montes, arroccata in un isolato entroterra estraneo all’epopea atlantica – evoca un mondo ormai sconfitto, cogliendo però nelle più umili cose e nel pudore agricolo l’ardua lezione di una disciplina rigorosa in grado di resistere al degrado del mondo. Nell' esplicita demistificazione di qualsivoglia grandiloquenza declamatoria, nella ricerca di un’esemplare linearità discorsiva, nell’urgenza di riscatto degli offesi e dei dimenticati, Pires Cabral si colloca volontariamente ai margini della poesia portoghese contemporanea, all’interno del cui canone la sua voce risuona come una sorta di orgoglioso controcanto degli sconfitti.

Quel che so di dicembre

Nel Nordest,
ignoro la pianura, la spiaggia,
il vagare dei grandi fiumi.
Di dicembre so poco,
collocato qui a nord:
so il lavoro dell’oliva,
so l’assenza dell’agreste succo dei granati,
so la notte prematura e allungata,
le illeggibili pagine dell’acqua,
a volte neve.

Ma so di luoghi dove ci sono pietre
che parlano con me.


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