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M. Tomba, Crisi e critica in Bruno Bauer. Il principio di esclusione come fondamento del politico
pp. 328, 2002
Storia e Teoria Politica  
ISBN 88-7088-417-1
€ 30,00


L'aspetto che più colpisce nella riflessione di Bruno Bauer (1809-1882) è il suo radicalismo; il pensiero di Bauer è un pensiero consequenziale, quasi ostinato nello sviluppare fino alle estreme conseguenze gli elementi problematici e contraddittori del politico e della religione. La filosofia di Bauer è essenzialmente una filosofia della crisi, nel senso pregnante che questa espressione assume per il Vormärz. Per Bauer comprendere la crisi significa da un lato assumerne la violenza, facendo della lotta e della guerra le categorie cardine del politico, dall'altro criticare ogni tentativo di neutralizzazione della violenza politica che nella crisi si esprime.
La crisi della teologia, alla quale egli stesso aveva contribuito, diventa con Bauer crisi politica ed epocale. La dissoluzione dell'antico sistema delle libertates rappresenta ai suoi occhi la positiva distruzione dei privilegi, perché là dove vi sono libertà, al plurale, vi è anche esclusione. In questo contesto Bauer tenta di elaborare una concezione universalistica della libertà, che si risolve presto in una concezione polemologica della storia.
Ma lo studio storico della Rivoluzione francese e delle sue conseguenze porranno Bauer di fronte a nuovi interrogativi; il doppio volto della dialettica del livellamento si mostra da un lato intrecciato con la questione dell'emancipazione universale, dall'altro con una forma inedita di dittatura. L'individualismo sorto dalle macerie dell'ordine cetuale diventa sempre più chiaramente per Bauer non un elemento dell'universalismo e della liberazione, ma piuttosto l'altra faccia della dittatura. E' con questi interrogativi che Bauer attraversa la parabola dal radicalismo giovane hegeliano del Vormärz al fronte conservatore della seconda metà del XIX secolo.
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