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P.Natorp, Forma e materia dello spazio. Dialogo con Edmund Husserl, a cura di N.Argentieri, pp. 310, 2008
Quaderni di filosofia 6
ISBN 978-88-7088-545-3 € 30
Il volume raccoglie, per la prima volta in traduzione italiana, tre importanti saggi di Paul Natorp e alcune lettere del suo ricchissimo carteggio con Husserl. L’interesse delle questioni affrontate – il metodo e i contenuti di una logica pura, i fondamenti logico-gnoseologici della matematica, i rapporti fra matematica e logica – va ben al di là dell’ambito specialistico. Il ruolo assunto dalla matematica nell’ambito della filosofia teoretica non è mai, infatti, chiaramente circoscrivibile. Al contrario, l’impostazione fenomenologica e trascendentale del problema della conoscenza implica un legame profondo e necessario con i concetti fondanti della matematica, perché in essi i procedimenti originari del pensiero trovano la loro prima ed esemplare applicazione.
I testi presentati occupano un arco temporale esteso tra il 1897 e il 1902: un periodo di grande rilevanza tanto per lo sviluppo della riflessione di Husserl e Natorp quanto per il delinearsi dei termini e dei temi del loro prolungato colloquio filosofico, destinato ad assumere un ruolo importante per la stessa evoluzione delle rispettive filosofie. Natorp si è infatti confrontato a lungo con alcune delle nozioni chiave del pensiero husserliano, in particolare con il problema dell’intuizione (e del suo ruolo conoscitivo) e con il metodo della riduzione in quanto affine o inconciliabile con la propria psicologia ricostruttiva riguardo al problema della soggettività.
Perno centrale di questa costellazione tematica è la questione del rapporto e della distinzione tra le componenti formali e materiali del processo conoscitivo. Un tema che emerge con particolare chiarezza dalla riflessione sulla matematica e, in particolare, dal problema, cruciale per una filosofia critica, dello spazio e della sua struttura geometrica. A questo problema è dedicato il saggio che segue la traduzione dei testi di Husserl e Natorp, nel quale il colloquio filosofico tra i due pensatori è indagato alla luce di una domanda particolare e, al contempo, esemplare: la domanda che riguarda la possibilità di una scienza non geometrica dello spazio e il rapporto tra una legalità profonda – la legalità della costituzione passiva, del nostro rapporto pre-scientifico con il mondo – e la struttura concettuale della matematica. In altri termini, la domanda sulla “libertà” delle costruzioni formali nei confronti di un ordine silenzioso che le precede e sulla capacità delle cose di far sentire la loro voce prima dell’intervento costitutivo della concettualizzazione.
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