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Repertorio biografico dei Senatori dell’Italia liberale.
Il Senato subalpino, a cura di F.Grassi Orsini e E.Campochiaro, due voll.
per complessive pp. 1170, 2005
ISBN 88-7088-524-0 € 100
Con la presentazione del Presidente del Senato Marcello Pera.
Redazione a cura di E.Campochiaro, E.Lantero, C. D'Innocenzi, P.Muraca, A.Procaccia,
A.Rastrelli, L.Romani, R.Rosati, A.Scurti. Hanno collaborato A.Abbamonte,
D.Argondizzo, C.Cannizzo, A.Millozzi. Hanno curato l'aspetto tecnico G.Capone
e D.Simbula. Hanno curato la riproduzione delle foto M.Francesconi e G. Spada.
Il Repertorio biografico dei Senatori dell'Italia liberale è parte
della collana, nata nel 2003 con il Repertorio dei Senatori dell’Italia
fascista, "I Senatori d'Italia", iniziativa editoriale del Senato
importante e doverosa perchè viene a riempire una lacuna della storiografia
delle istituzioni parlamentari italiane.
Il Repertorio del periodo liberale è suddiviso in due parti: Regno
di Sardegna e Regno d’Italia. La prima, qui presentata, include le biografie
dei senatori nominati tra il 1848 e il 1861, mentre la seconda comprenderà
quelle dei senatori nominati tra il 1861 e il 1922. Seguirà poi il
Repertorio del Senato repubblicano.
Nella redazione delle biografie è data la priorità al profilo
parlamentare, affiancato dalle informazioni sugli studi, la formazione e l’attività
professionale. Il lavoro di reperimento delle documentazioni, da fonti archivistiche
disparate, è stato più difficile di quello per il periodo fascista,
per il quale erano conservati dei fascicoli personali presentati dai senatori
stessi al momento della nomina, uso risalente solo al 1883.
In appendice sono riportate delle tavole che mostrano la composizione del
senato, ordinate per data di nomina, professione, categoria e titoli nobiliari,
utili per un’analisi della classe politica del tempo. A tal fine molto
interessante è l’introduzione del professore Grassi Orsini che,
oltre a evidenziare l’importante e prestigioso ruolo del senato, ricostruisce
anche l’origine del costituzionalismo in Italia, paragonandolo con modelli
stranieri, per metterne in risalto i debiti e gli elementi di originalità.