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Come - con quali strumenti metodologici e concettuali - Foucault pensa la nascita
della bio-politica? La risposta a questa domanda viene cercata a partire dal
rapporto con Georges Canguilhem, la cui storia epistemologica e i cui lavori
sul concetto di vita, hanno avuto una influenza indiscutibile sul pensiero di
Foucault. Attraverso la ricostruzione della linea bio-epistemologica, che segna
il percorso foucaultiano, il nodo biopolitico viene sciolto attraverso un triplice
intreccio tra tecnica e vita. Tra la Denkart, la tecnica di pensiero, archeologica
e la vita come indicatore epistemologico; tra il concetto di tecnologia politica,
come forma di rapporto all'oggetto, e le analisi sul governo dei viventi e sul
liberalismo; tra la terapeutica, come tecnica del sé, e il pensiero di
una morfogenesi della propria vita. Se la bio-politica è anche il momento
in cui "la vita come oggetto politico" è stata "presa
alla lettera e capovolta contro il sistema che cominciava a controllarla",
l'interpretazione di questo capovolgimento riguarda prima di tutto le trasformazioni
nella conoscenza della vita, la soglia di modernità biologica, e di conseguenza
i loro effetti politici.